sabato 18 marzo 2017

Interreg Italia-Croazia: al via la prima Call

Il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia, è una novità nell’ambito della Programmazione 2014-2020,  che fa seguito, all’ingresso della Repubblica di Croazia nell’Unione Europea (1 luglio 2013) e si configura come un Programma di Cooperazione interna.

Il Programma intende perseguire l’obiettivo generale di “aumentare la prosperità ed il potenziale di crescita blue dell’area, stimolando partenariati transfrontalieri capaci di conseguire cambiamenti tangibili”, contribuendo alla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Area eleggibile:
L’area su cui insiste il Programma comprende 25 Province italiane e 8 contee croate.
Per l’Italia: Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani. 
Per la Croazia: Istraskažupanija, Primorsko-goranskažupanija, Ličko-seniskažupanija, Zadarskažupanija, Šibensko-kninskažupanija, Splitsko-dalmatinskažupanija, Dubrovačko-neretvanskažupanija, Karlovačkažupanija.

Dotazione finanziaria del programma:
236.890.847,06 euro, di cui:
- FESR: 201.357.220, 00 euro
- Cofinanziamento nazionale: 35.533.627,06 euro

Prima Call

Il Comitato di Monitoraggio del programma ha lanciato  due tipi di inviti a presentare proposte, rivolti a due diverse tipologie di progetti: progetti Standard e progetti Standard+.

I progetti Standard potranno beneficiare di un contributo FESR compreso tra 500.000 e 3.000.000 di euro e avranno queste caratteristiche:

  • contributo minimo FESR di 50.000 euro per ciascun partner;
  • partenariato composto da almeno 4 partner, senza limite massimo (almeno uno da ciascun Paese);
  • enti eleggibili in qualità di capofila: enti pubblici e organismi di diritto pubblico;
  • enti eleggibili in qualità di partner: enti pubblici e privati.


In caso di imprese, le PMI possono partecipare come partner solo nell’ambito degli Assi prioritari 1, 2 e 3 (Innovazione della Blue Economy; Sicurezza e resilienza; Patrimonio ambientale e culturale) mentre le grandi imprese possono partecipare solo nell’ambito dell’Asse 4 (Trasporto marittimo).

I progetti Standard+ potranno beneficiare di un contributo FESR compreso tra 500.000 e 1 milione di euro. Il bando per questi progetti ha lo scopo di capitalizzare i risultati del periodo di programmazione precedente e di sfruttare il potenziale delle reti e delle partnership esistenti attraverso azioni pilota. In particolare ci si aspetta la partecipazione di enti partner croati e italiani che hanno già collaborato in progetti IPA o CTE e che hanno mostrato esperienza e affidabilità.

Questi progetti avranno le stesse caratteristiche degli Standard con le seguenti differenze:
durata massima di progetto pari a 18 mesi;
partenariato composto da almeno 3 soggetti (almeno uno da ciascun Paese);

La pubblicazione della Call per i progetti Standard + si aprirà il 27 marzo e si chiuderà il 10 maggio, per i progetti Standard la Call si aprirà il 21 aprile e si chiuderà il 19 giugno.

Sulla prima Call saranno disponibili 78 milioni di euro.

Destinatari
  • Sistema della ricerca e innovazione.
  • Sistema economico- produttivo e sistema della ricerca e innovazione.
  • Sistema turistico e sistema produttivo, sistema associativo transfrontaliero.
  • Sistema della pubblica amministrazione, cittadinanza, società civile, stakeholders.
  • Sistema di istruzione e formazione.
  • Mercato del lavoro.


Gli assi prioritari su cui si articola il Programma:

Asse 1 – Innovazione Blu

Priorità d’investimento 1b: promuovere l’investimento delle imprese in ricerca & innovazione, sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dell’istruzione superiore, in particolare promuovendo gli investimenti nello sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento di tecnologie, l’innovazione sociale, l’eco-innovazione, le applicazioni nei servizi pubblici, lo stimolo della domanda, le reti, i cluster e l’innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente, nonché sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di fabbricazione avanzate e la prima produzione, soprattutto in tecnologie chiave abilitanti, e la diffusione di tecnologie con finalità generali.

OS 1.1: favorire l’innovazione aumentando la cooperazione tra ricerca e attori economici principalmente nel settore dell’economia blu.

Asse 2 – Sicurezza e Resilienza

Priorità d’investimento 5a: sostenere investimenti riguardanti l’adattamento al cambiamento climatico, compresi gli approcci basati sugli ecosistemi.

OS 2.1: migliorare il monitoraggio e la pianificazione delle misure di adattamento al cambiamento climatico che affrontano specifici effetti nell’area di cooperazione.

Priorità d’investimento 5b: promuovere investimenti destinati a far fronte a rischi specifici, garantendo la resilienza alle catastrofi e sviluppando sistemi di gestione delle catastrofi.

OS 2.2: aumentare la sicurezza dell’area di programma rispetto ai disastri naturali e antropici.

Asse 3 – Ambiente e patrimonio culturale

Priorità d’investimento 6c: conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale.

OS 3.1: rendere il patrimonio naturale e culturale una leva per uno sviluppo economico e territoriale sostenibile.

Priorità d’investimento 6d: proteggere e ripristinare la biodiversità e i suoli, promuovendo i servizi per gli ecosistemi, anche attraverso Natura 2000 e l’infrastruttura verde.

OS 3.2: contribuire a proteggere e ripristinare la biodiversità.

Priorità d’investimento 6f: promuovere tecnologie innovative per migliorare la tutela dell’ambiente e l’uso efficiente delle risorse nel settore dei rifiuti, dell’acqua e con riguardo al suolo o per ridurre l’inquinamento atmosferico.

OS 3.3: migliorare le condizioni ambientali dell’acqua marina e delle aree costiere con l’uso di tecnologie e approcci innovativi e sostenibili.

Asse 4 – Trasporto marittimo

Priorità d’investimento 7c: sviluppare e migliorare i sistemi di trasporto sostenibili dal punto di vista dell’ambiente (anche a bassa rumorosità) e a bassa emissione di carbonio, inclusi vie navigabili interne e trasporti marittimi, porti, collegamenti multimodali e infrastrutture aeroportuali, al fine di favorire la mobilità regionale e locale sostenibile

OS 4.1: migliorare la qualità, la sicurezza e la sostenibilità ambientale dei servizi e snodi di trasporto marittimo attraverso soluzioni multimodali.


Autorità di Gestione AdG del programma Italia-Croazia:
Regione Veneto, Dipartimento Politiche e Cooperazione Internazionali.
tel. 041 2795281

e-mail: italia.croazia@regione.veneto.it

martedì 28 febbraio 2017

INTERREG EUROPE 2014-2020: terza call aperta dal 1° marzo al 30 giugno 2017

Il Programma INTERREG EUROPE 2014-2020 è finalizzato al rafforzamento dell'efficacia delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare dei programmi rientranti nell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione", come i POR FESR/FSE) e dei programmi rientranti nell’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” (CTE). Il Programma favorirà quindi la collaborazione e lo scambio di idee e buone pratiche in particolare tra le autorità pubbliche di tutta Europa, in cooperazione con altri enti pubblici e privati, al fine di trovare soluzioni per il miglioramento delle politiche e strategie a beneficio della cittadinanza europea.

Il Comitato di Sorveglianza del Programma ha approvato il lancio del terzo bando per la selezione di progetti i quali potranno essere presentati dal 1 marzo al 30 giugno 2017.

Chi può presentare progetti:

  • Autorità di gestione e altri organismi responsabili dell’attuazione dei programmi finanziati dal Fondi strutturali e di investimento.
  • Autorità pubbliche nazionali/ regionali/locali.
  • Agenzie, Istituti di ricerca, organizzazioni politiche.
  • Rappresentanti di networks e comunità tematiche europee.
  • Organismi privati no-profit.
  • Partners e stakeholders di progetti Interreg Europe.
  • Rappresentanti di Istituzioni UE competenti nei tematismi del programma.

Dotazione finanziaria
Il budget del Programma prevede una dotazione di fondi FESR (85%) pari a € 359.326.000 oltre alla quota di cofinanziamento nazionale (15%) pari a € 66.983.549 per un totale complessivo di € 426.309.549. E’ anche prevista una dotazione finanziaria, aggiuntiva e distinta, per Paesi terzi partecipanti al Programma (Norvegia e Svizzera) pari a € 6.000.827.
Su questa terza Call sono disponibili 145 milioni di euro.

Area del programma
28 Stati membri (oltre a Svizzera e Norvegia). Il partenariato minimo di ciascuna proposta progettuale deve prevedere il coinvolgimento di almeno 3 Stati, di cui due appartenenti all’UE.
Sulla base delle precedenti esperienze, è consigliato un partenariato compreso tra i 5 e 10 partners.

Tassi di cofinanziamento:
85% FESR - per Autorità pubbliche ed organismi di diritto pubblico (UE).
75% FESR - per Organismi no-profit privati (UE).
Per i partners italiani pubblici (ad eccezione quindi dei privati), il restante 15% di cofinanziamento è posto a totale carico del Fondo di rotazione nazionale (Delibera CIPE n.10/28 gennaio 2015).



La strategia del Programma si articola in 4 ASSI TEMATICI PRIORITARI, declinati in  6 PRIORITA’ DI INVESTIMENTO (PI) ed in 7 OBIETTIVI SPECIFICI (OS) così suddivisi:

Assi prioritari
Priorità di investimento
Obiettivi specifici
RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO ED INNOVAZIONE
PI 1a - migliorare l’infrastruttura in ricerca ed innovazione (R&I) e le capacità di sviluppare eccellenze in R&I promuovendo centri di competenza, in particolare quelli di interesse europeo.

OS 1.1 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, programmi CTE, nel settore della infrastruttura e delle capacità in ricerca e innovazione.

PI 1b - promuovere gli investimenti delle imprese in R&I, lo sviluppo di collegamenti e sinergie tra le imprese, centri di ricerca e sviluppo ed il settore dell'istruzione superiore, in particolare promuovendo investimenti nello sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento tecnologico, l'innovazione sociale, l’eco-innovazione, le applicazioni nei servizi pubblici, la stimolazione della domanda, il networking, i clusters e l'innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente, sostenendo la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di produzione avanzata e la prima produzione, in particolare in tecnologie abilitanti fondamentali e la diffusione di tecnologie con finalità generali.
OS 1.2 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, i programmi CTE che sostengono la consegna di innovazione dagli attori delle catene di innovazione regionale nelle aree di “specializzazione intelligente” e le opportunità di innovazione.

2 - PROMOZIONE COMPETITIVITA' DELLE PMI

PI 3d - sostenere la capacità delle PMI di crescere nei mercati regionali, nazionali ed internazionali e di prendere parte ai processi di innovazione.
OS 2.1 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, i programmi CTE che sostengono le PMI in tutti gli stadi del loro ciclo di vita per sviluppare e realizzare crescita ed impegnarsi nell’innovazione.

3 - LOW CARBON ECONOMY

P1 4e - promuovere strategie a bassa emissioni di carbonio, in particolare per le aree urbane, inclusa la promozione della mobilità urbana multi-modale sostenibile e di pertinenti misure di adattamento e mitigazione.
OS 3.1 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, i programmi CTE che affrontano la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio PI 6c conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale

4 - AMBIENTE ED EFFICIENZA DELLE RISORSE

PI 6 (c) - Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale.
OS 4.1 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, i programmi CTE nel settore della protezione e sviluppo del patrimonio naturale e culturale.

PI 6g - sostenere la transizione industriale verso un'economia efficiente in termini di risorse, promuovere la crescita verde, l'eco-innovazione e la gestione delle prestazioni ambientali nei settori pubblico e privato.

OS 4.2 - miglioramento dell’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale, in particolare i programmi dell’obiettivo Investimenti per la Crescita e l’Occupazione e, se del caso, i programmi CTE al fine di aumentare l’efficienza delle risorse, la crescita verde, l’eco-innovazione e la gestione delle performances ambientali.

giovedì 9 febbraio 2017

Un nuovo sistema di credito per il settore culturale e creativo

La Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno lanciato una iniziativa per sostenere, attraverso gli istituti finanziari, l’accesso al credito delle PMI attive nei settori culturali e creativi: saranno investiti 121 milioni di Euro sino al 2020 che si prevede generino prestiti bancari del valore complessivo di 600 milioni di euro.




OBIETTIVI

Rafforzare la capacità finanziaria dei settori culturali e creativi e superare le difficoltà di accesso al credito bancario;
Fornire garanzie e contro-garanzie alle banche che si occupano di piccole e medie imprese culturali e creative consentendo a quest’ultime un più facile accesso al credito bancario;
Accrescere le competenze degli istituti finanziari;
Accrescere il numero degli istituti finanziari disposti a lavorare con le PMI culturali e creative;
Garantire al più alto e ampio numero di PMI attive nei settori culturali e creativi l’accesso allo strumento finanziario;
Incoraggiare le PMI attive nei settori culturali e creativi a costruire relazioni proficue con il settore finanziario e costruire nuovi modelli di finanziamento.

Lo strumento finanziario, istituito nell’ambito di Europa creativa è gestito dal FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti) per conto della Commissione europea e faciliterà:

  • micro prestiti per progetti culturali individuali;
  • finanziamento per gli sviluppatori di giochi;
  • piccoli finanziamenti per le case editrici;
  • finanziamenti per etichette musicali indipendenti
  • supporto alla digitalizzazione delle sale cinematografiche;
  • supporto alla distribuzione.

CANDIDATI AMMISSIBILI
  • istituzioni finanziarie o di credito;
  • società di leasing o di fondi di credito debitamente autorizzati a svolgere attività di prestito o locazione in conformità alle leggi e ai regolamenti stabiliti ed operanti in un paese partecipanti;
  • organismi di garanzia o altri istituti finanziari o di credito debitamente autorizzati, se del caso, a rilasciare garanzie in conformità con le leggi e le normative vigenti, stabilite nel paese partecipante.


Il sistema di garanzia /contro-garanzia fornisce un certo grado di stabilità/garanzia per gli intermediari finanziari a parziale copertura delle perdite (debito non pagato e interessi) sostenuti dall’intermediario finanziario fino al  70% delle perdite per prestiti individuali  e fino al 25% per i portafogli.

Gli intermediari finanziari saranno anche in grado di accrescere le loro competenze nei settori creativi e culturali e potranno richiedere formazione gratuita su elementi chiave dei settori culturale e creativo.

Attualmente solo pochissimi intermediari finanziari europei hanno l’esperienza in-house per valutare i rischi associati al settore culturale e alle caratteristiche specifiche.

Attraverso l’invito a presentare proposte sono garantiti programmi di formazione iniziale per gli intermediari finanziari e follow-up durante la fase di lancio del portafoglio, nonché consigli per l’applicazione del credito, in caso di necessità (ad esempio, la valutazione delle attività immateriali, consulenza specifica di mercato, valutazione del rischio di credito).

Il 18 luglio 2016 il FEI ha pubblicato un invito a manifestare interesse rivolto agli istituti finanziari ammissibili (banche, istituti di garanzia, fondi ecc.).


 Attraverso il processo di selezione, il FEI selezionerà gli intermediari finanziari, che potranno quindi proporre i nuovi finanziamenti alle PMI nei settori interessati. Gli intermediari finanziari dovranno presentare relazioni dettagliate sui prodotti finanziari proposti alle PMI e sul ricorso agli stessi. Una volta che i portafogli degli intermediari finanziari saranno strutturati e quindi promossi e lanciati presso il sistema imprenditoriale culturale e creativo, le PMI potranno richiedere i prestiti (entro la fine di quest’anno).

CHI PUO’ ACCEDERE AI PRESTITI

PMI attive nei settori creativi e culturali operanti in uno degli stati membri della UE, comprese Norvegia e Islanda.

Lo strumento non è accessibile a PMI con sede legale e operativa nei Paesi Candidati, Paesi Potenziali Candidati e Paesi Terzi.

Le PMI devono essere attive nei settori che comprendono:  architettura, archivi, biblioteche e musei, artigianato artistico, comparto audiovisivo (film, televisione, videogiochi e multimedia), conservazione, tutela e promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale, organizzazione di festival,  attività musicale, editoria, letteratura, letteratura, arti dello spettacolo, radio e arti visive.

Le PMI che rispondono ai criteri sopra indicati avranno accesso a diversi tipi di prodotti e servizi finanziari che rispondano a specifiche esigenze di finanziamento.

Il meccanismo di garanzia è finalizzato a rafforzare capacità finanziaria e competitività delle imprese culturali e creative.

lunedì 6 febbraio 2017

Programma “Europa per i cittadini”: candidature 2017 per progetti sulla Memoria europea, progetti di gemellaggio di città, di reti di città e progetti della società civile.

Il Programma "Europa per i Cittadini 2014-2020" mira ad avvicinare i cittadini europei all’Unione Europea, proponendosi di colmare la distanza, talvolta dai primi avvertita, dalle istituzioni europee.

Coerentemente a tale scopo principale, il Programma supporta economicamente organizzazioni attive nei settori ad esso attinenti e co-finanzia progetti volti al raggiungimento dei suoi obiettivi generali e specifici, di seguito illustrati. Esso, introducendo debite modifiche e innovazioni, si pone a proseguimento del conclusosi Programma "Europa per i Cittadini 2007-2013", rivelatosi di estremo successo a livello europeo e in particolare nazionale. L’Italia, difatti, rappresenta finora una delle nazioni europee con il più alto numero di progetti presentati e selezionati.

Azioni
Asse 1. Memoria europea

Sostegno a:
• progetti di riflessione sulle cause dei regimi totalitari nella storia moderna dell'Europa (soprattutto, ma non esclusivamente, il nazismo che ha portato all'olocausto, il fascismo, lo stalinismo e i regimi totalitari comunisti), nonché progetti volti a commemorare le vittime dei loro crimini.
• progetti riguardanti altri momenti cruciali e punti di riferimento nella recente storia europea.
Questi progetti dovrebbero includere diversi tipi di organizzazioni (autorità locali, ONG, istituti di ricerca, ecc.) o sviluppare differenti tipologie di attività (ricerca, istruzione non formale, dibattiti pubblici, mostre, ecc.) oppure coinvolgere diversi gruppi target di cittadini, compresi partecipanti al Corpo Europeo di Solidarietà.

Sarà data preferenza ad azioni che promuovono la tolleranza, la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e la riconciliazione quale strumento per superare il passato e costruire il futuro, in particolare al fine di raggiungere le giovani generazioni.

Un progetto deve coinvolgere organizzazioni di almeno 1 Stato membro UE. Tuttavia, sarà data preferenza a progetti transnazionali. La durata massima di un progetto deve essere di 18 mesi.

Priorità tematiche per l'Asse 1:

1. Commemorazione dei momenti storici cruciali nella recente storia europea
In particolare le priorità per il 2017 sono le seguenti:

1917 Le rivoluzioni politiche e sociali, la caduta degli imperi e il loro impatto sul panorama storico e politico dell'Europa.
1957 Il Trattato di Roma e la nascita della CEE.

2. Società civile e partecipazione civica sotto i regimi totalitari.
3. Ostracismo e perdita della cittadinanza sotto i regimi totalitari: trarre insegnamenti per i tempi odierni.
4. Transizione democratica e adesione all’Unione europea.

Asse 2. Impegno democratico e partecipazione civica 

Misura 1. Gemellaggio di città
Sostegno a progetti che favoriscono incontri tra cittadini di città gemellate su temi in linea con gli obiettivi del programma. Mobilitando i cittadini a livello locale e europeo per dibattere su questioni concrete dell’agenda politica europea, questi progetti mirano a promuovere la partecipazione civica al processo decisionale dell'UE  e a sviluppare opportunità d'impegno civico e di volontariato.

I gemellaggi devono essere intesi in senso ampio, riferendosi sia ai comuni che hanno sottoscritto o si sono impegnati a sottoscrivere accordi di gemellaggio, sia ai comuni che attuano altre forme di partenariato volte a intensificare la cooperazione e i legami culturali.
Ciascun progetto deve coinvolgere municipalità di almeno 2 Paesi ammissibili al programma, dei quali almeno 1 sia Stato UE e prevedere un minimo di 25 partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. Gli incontri devono avere una durata massima di 21 giorni.

Misura 2. Reti di città
Sostegno a progetti per la creazione di reti tematiche tra città gemellate. Questi progetti promuovono lo scambio di esperienze e buone pratiche sui temi d’interesse comune e favoriscono lo sviluppo di una cooperazione duratura tra le città coinvolte.
I progetti devono coinvolgere municipalità di almeno 4 Paesi ammissibili al programma, dei quali almeno 1 sia Stato UE. Ciascun progetto deve realizzare almeno 4 eventi e prevedere almeno un 30% di partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. La durata massima dei progetti deve essere di 24 mesi.

Misura 3. Progetti della società civile
Sostegno a progetti promossi da partenariati e reti transnazionali che coinvolgono direttamente i cittadini. Questi progetti consentono a cittadini di contesti diversi di confrontarsi su temi connessi all’agenda politica europea, dando loro l'opportunità di partecipare concretamente al processo decisionale dell'UE in ambiti legati agli obiettivi del programma.

Un progetto deve comprendere almeno due delle seguenti attività:
promozione dell'impegno sociale e della solidarietà: attività volte a promuovere il dibattito/campagne/azioni su tematiche d'interesse comune, istituendo una correlazione con l'agenda politica e il processo decisionale UE;
raccolta di opinioni: attività volte a raccogliere le opinioni individuali dei cittadini su una tematica specifica, privilegiando un approccio dal basso verso l'alto (facendo anche ricorso alle reti sociali, a webinar, ecc.) e l'alfabetizzazione mediatica;
volontariato: attività volte a promuovere la solidarietà tra i cittadini dell'UE e oltre.

Ciascun progetto deve coinvolgere almeno 3 Paesi ammissibili al programma, di cui almeno 1 sia Stato UE. La durata massima di un progetto deve essere di 18 mesi.

Priorità tematiche per l'Asse 2:

1. Comprendere e discutere l’Euroscetticismo.
2. Solidarietà in tempi di crisi.
3. Combattere la stigmatizzazione degli immigrati e sviluppare contro-narrazioni per promuovere il dialogo e la comprensione reciproca.
4. Dibattito sul futuro dell’Europa.

Per entrambi gli Assi, la Commissione UE incoraggia i promotori di progetto a coinvolgere partecipanti/volontari del Corpo Europeo di Solidarietà.

Beneficiari
Organismi pubblici o organizzazioni non-profit aventi personalità giuridica stabiliti in uno dei Paesi attualmente ammissibili al programma (vedi voce “Aree geografiche coinvolte”). Nello specifico:

Asse 1: autorità locali/regionali o organizzazioni non-profit, comprese le organizzazioni della società civile, le associazioni dei sopravvissuti, le organizzazioni culturali, giovanili, educative e di ricerca, le associazioni di città gemellate.

Asse 2
- Misura 1: città/comuni o i loro comitati di gemellaggio o altre organizzazioni non-profit che rappresentano le autorità locali.
- Misura 2: città/comuni o i loro comitati o reti di gemellaggio; altri livelli di autorità locali/regionali; federazioni/associazioni di autorità locali; organizzazioni non-profit rappresentanti le autorità locali. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner le organizzazioni non-profit della società civile.
- Misura 3: organizzazioni non-profit, comprese le organizzazioni della società civile, le istituzioni educative, culturali o di ricerca. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner autorità locali/regionali o organizzazioni non-profit, comprese le organizzazioni della società civile, le istituzioni educative, culturali o di ricerca, i comitati e le reti di gemellaggio di città.

Entità Contributo
Asse 1: contributo UE di massimo € 100.000 per progetto.
Asse 2 – Misura 1: contributo UE di massimo € 25.000 per progetto.
Asse 2 – Misura 2 e 3: contributo UE di massimo € 150.000 per progetto.
La sovvenzione è calcolata sulla base di importi forfettari.

Modalità e procedura
Per la presentazione dei progetti è necessario registrarsi al Portale dei partecipanti per ottenere un Participant Identification Code (PIC).
La registrazione deve essere effettuata da tutti i soggetti coinvolti nel progetto (capofila e partner). Il PIC sarà richiesto per generare l`eForm (formulario elettronico) e presentare la candidatura online.

Scadenze

Asse 1
01/03/2017, per progetti aventi inizio tra il 1° agosto 2017 e il 31 gennaio 2018.
Asse 2
Misura 1:
01/03/2017, per progetti aventi inizio tra il 1° luglio 2017 e il 31 marzo 2018.
01/09/2017, per progetti aventi inizio tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2018.
Misura 2:
01/03/2017,per progetti aventi inizio tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2017.
01/09/2017,per progetti aventi inizio tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2018.
Misura 3: 
01/03/2017,per progetti aventi inizio tra il 1° agosto  2017 e il 31 gennaio 2018.

Le candidature devono essere presentate entro le ore 12.00 (ora dell’Europa centrale) dei termini di scadenza indicati.


Aree geografiche coinvolte
UE 28  - Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. 

Serbia   
Montenegro   
ex Repubblica jugoslava di Macedonia   
Bosnia-Erzegovina   

Albania   



URBACT III: pubblicato il nuovo bando.

URBACT III è il programma di Cooperazione Territoriale Europea 2014-2020 che promuove lo sviluppo urbano sostenibile nell’UE mediante lo scambio di esperienze e la diffusione di conoscenze tra città europee. Il suo obiettivo è permettere alle città di lavorare insieme e sviluppare soluzioni integrate per rispondere a sfide comuni che interessano le politiche urbane.

Fino ad oggi URBACT ha sostenuto la costruzione di reti urbane e la condivisione di conoscenze, mettendo al centro della collaborazione tra le città la necessità di affrontare una sfida condivisa di sviluppo urbano. Quest’anno si vuole invece cominciare a introdurre una nuova modalità di cooperazione, ovvero le Good Practice Transfer Networks, che richiederanno la costruzione della partnership attorno a un esempio di buona pratica consolidata, a una soluzione di sviluppo urbano sostenibile già esistente che abbiano un potenziale di trasferibilità su ampia scala.

I tre principi alla base del nuovo modello di network sono: comprendere, adattare e riutilizzare.

Il nuovo bando ha dunque l’obiettivo di raccogliere un insieme di buone pratiche europee che possano essere comprese, adattate e riutilizzate dalle città di tutta Europa. La call permette di individuare e selezionare le buone pratiche che sappiano affrontare problematiche e sfide complesse nell’ambiente urbano attraverso un approccio integrato e partecipativo. Essa costituirà il primo passo di un percorso che porterà successivamente, sempre nel 2017, al lancio di un bando per la creazione delle Transfer Networks.

Questo un nuovo tipo di bando URBACT punta a raccogliere buone pratiche di sviluppo urbano sostenibile già esistenti che possano essere adattate e riutilizzate dalle città di tutta Europa.

La call è mirata a selezionare buone pratiche che sappiano affrontare problematiche e sfide complesse nell’ambiente urbano (povertà, esclusione sociale, disoccupazione, problemi ambientali) attraverso un approccio integrato e partecipativo. In questo contesto, per good pratice non deve intendersi necessariamente una pratica consolidata innovativa e di eccellenza, ma può trattarsi anche di un’esperienza di successo, testata e validata, meritevole di essere condivisa e presa come modello da seguire da altre città.

Il bando si rivolge a città (intese come città, comuni, aree metropolitane, distretti) e autorità pubbliche locali dei 28 Stati UE, della Norvegia e della Svizzera.

Le città che avranno buone pratiche selezionate verranno insignite del titolo di “URBACT Good Practice City”. Questo “marchio” permetterà loro di promuovere i risultati raggiunti attraverso un mix di attività promozionali e di comunicazione, eventi URBACT e attività di capacity building (workshop e conferenze a livello di programma e di progetto).

Le città potranno anche condividere la loro esperienza e good pratice all’interno di una Transfer Network, una nuova modalità di cooperazione, che sarà lanciata tramite un apposito bando atteso per settembre 2017, che richiederà la costruzione della partnership attorno a un esempio di buona pratica esistente che abbia un potenziale di trasferibilità su ampia scala. La città promotrice potrà guidare il processo di comprensione e riutilizzo della pratica, nonchè migliorala e raffinarla ulteriormente grazie al confronto alla pari con altri professionisti del settore.

Scadenza
31 marzo 2017

Programma INTERREG MED: pubblicato il secondo bando.

Il programma di cooperazione transnazionale INTERREG MED 2014-2020 è uno degli strumenti di cui l’Europa si è dotata per l’attuazione della politica di coesione, ed è co-finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea.
Il programma si propone di contribuire allo sviluppo a lungo termine dell’area del Mediterraneo e rafforzare la cooperazione transnazionale tra le regioni e i paesi partecipanti.

In termini più ampi, l’obiettivo del programma è promuovere la crescita sostenibile nell’area del Mediterraneo, incoraggiando l’affermazione di concetti e pratiche innovative (che comprendono tecnologie, governance, servizi), un utilizzo responsabile delle risorse (energia, acqua, risorse marittime) e supportare l’integrazione sociale attraverso la cooperazione.

Un’attenzione particolare sarà data alla coerenza, alla complementarietà e al trasferimento di esperienze e pratiche tra il programma MED e i programmi FESR regionali e i programmi nazionali per la nascita di azioni transnazionali che possano portare dei benefici.

Area di cooperazione:
Le seguenti regioni di 10 Stati Membri: Cipro, Francia (Corsica, languedoc- Roussillon, Midi-Pyrénées, Provence Alpes, Côte d’Azur, Rhône-Alpes), Italia (Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto), Malta, Portogallo (Algarve, Alentejo, Area Metropolitana di Lisbona), Slovenia, Spagna (Andalusia, Aragona, Catalogna, Isole Baleari, Murcia, Valencia, Ceuta e Melilla), UK (Gibilterra), Croazia.

3 Stati Partner che partecipano con fondi IPA: Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro.

Beneficiari
Di seguito una lista (non esaustiva) dei possibili beneficiari:

  • Autorità locali, regionali e nazionali.
  • Enti intermediari con ruolo di sviluppo innovativo ed economico.
  • Agenzie di sviluppo regionale.
  • Università e altri istituti di istruzione e formazione.
  • Istituti di ricerca, centri innovativi e cluster.
  • Centri a supporto del business e agenzie, intermediari tecnologici e istituzioni per il trasferimento tecnologico e di conoscenza.
  • Enti pubblici specializzati nel settore dell’innovazione, della politica industriale, PMI e formazione.
  • Camere di Commercio, associazioni di business, piattaforme e operatori economici.
Interventi
Il programma si rivolge a 3 Assi Prioritari del Programma MED strutturati in obiettivi specifici:

Asse 1 “Promuovere le capacità di innovazione nel Mediterraneo per sviluppare una crescita intelligente e sostenibile”.
Asse 2 “Promuovere le strategie a basse emissioni di carbonio e l’efficienza energetica in territori specifici dell’area MED: città, isole e zone rurali”.
Asse 3 “Proteggere e promuovere le risorse naturali e culturali mediterranee”.

La nuova Call è aperta solo a tre tipologie di progetti. L’approccio allo sviluppo di un progetto nel programma Interreg MED è modulare, ossia prevede una serie di fasi successive:
  • un primo modulo di studio e sviluppo di strategie e policy (M1).
  • un secondo modulo di testing per validare le ipotesi proposte (M2).
  • un terzo modulo di capitalizzazione dei risultati a livello transnazionale (M3).
I progetti multimodali sono i seguenti:
  • M1+M2 “Studying and testing”.
  • M2+M3 “Testing and capitalizing”.
  • M1+M2+M3 “Integrated projects”.
Finanziamento
L’allocazione finanziaria indicative del FESR per questa Call è di 65.000.000,00 € così suddivisi:
  1. 35.000.000,00 € per i progetti “integrati”.
  2. 15.000.000,00 € per i progetti M2.
  3. 15.000.000,00 € per i progetti M3.

Nell’ambito del presente bando saranno finanziati:

Testing projects M2: progetti per testare, attraverso azioni pilota, strumenti, policy, strategie e piani congiunti già individuati in progetti precedenti.
Budget compreso tra 1,2 e 2,5 milioni euro.
Capitalising projects M3: progetti volti a capitalizzare risultati raggiunti da altri progetti, non solo nell’ambito di Interreg MED ma anche di altre iniziative svolte nell’area di cooperazione. 
Budget compreso tra 600.000€ e 1,2 milioni di euro.
Integrated projects: “studying M1 + testing M2 + capitalising M3 projects. Si tratta di progetti che ambiscono a produrre un impatto diretto sulle politiche regionali e nazionali sullo spazio MED ed europeo. 
Budget compreso tra 3,6 e 6 milioni di euro.


Presentazione delle proposte
Le proposte progettuali dovranno essere presentate elettronicamente utilizzando la piattaforma online, SYNERGIE CTE, disponibile dal 30 gennaio 2017 al seguente Link